Pagina 11 - Un Premio lungo quarant'anni

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a satira è il luogo di confine fra la letteratura, il potere e la gente
.
Lo disse Leonardo Sciascia quando accettò il Premio Satira
Politica. Correva l’anno 1980 e con il grande scrittore siciliano
la giuria del Premio mise a segno uno di quei “colpi” ad effetto
che caratterizzeranno poi tutta la vita della manifestazione. “Certo che
sono uno scrittore satirico.” – disse Sciascia - “Se lo capissero una buona
volta, forse la finirebbero di farmi fare il profeta”. Due Premi Nobel come
Roberto Benigni e Dario Fo, letterati di grande spessore e successo come
lo stesso Sciascia, Gore Vidal, Andrea Camilleri, giornalisti di rango come
Montanelli, Biagi, Piazzesi, e Berselli, autori poliedrici come Oreste Del
Buono, Cesare Zavattini e Pino Zac, disegnatori stranieri di fama mondiale
cone David Levine, Garry Trudeau, Jules Feiffer, e ancora star come Ralph
Steadman, Pat Oliphant, MacNelly e Tim sono solo alcuni tra i vincitori
del Premio Satira che impreziosiscono oggi il lungo albo d’oro. Ognuno
di questi personaggi ha portato alla manifestazione il prestigio del proprio
lavoro e del proprio nome, dando a quella che era nata come una piccola
manifestazione, una solida fama. “Tre personaggi sopra tutti gli altri
meritano però di essere considerati ben più che dei semplici vincitori
– spiegano gli organizzatori che da quarant’anni sono alla guida della
manifestazione – e a tutti e tre va il merito di aver aiutato il Premio a
crescere. Il primo fu senz’altro Pino Zac, “esule della matita” che negli
anni Settanta e Ottanta era una star europea. Si innamorò del Forte e ci
aprì le porte della stampa satirica internazionale che lo considerava a
ragione un vero maestro. “Le Canard enchaîné” e i grandi autori d’Oltralpe
scoprirono la nostra manifestazione grazie a lui.” “Fu il caso invece ad
aprire le porte del Premio ai grandi disegnatori americani, Premi Pulitzer
e irraggiungibili star della
press
a stelle e strisce. Più di tutti avremmo
voluto invitare David Levine, grande caricaturista i cui capolavori a china
uscivano episodicamente anche in Italia, ma non eravamo mai riusciti a
trovare né un contatto diretto, né con qualche agente. Nell’estate del 1986
avevamo allestito le nostre solite mostre a corredo del Premio nel tendone
in piazza Garibaldi e un giorno notammo una signora, interessatissima alle
opere esposte, che aveva una borsa a tracolla con un grande “faccione”
caricaturato da Levine. Venne spontaneo chiedergli che ne pensasse del
I Personaggi