Pagina 9 - Un Premio lungo quarant'anni

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er quanto possa apparire strano, il Premio Satira Politica si è spesso
alimentato di casi editoriali e di grandi polemiche, dalle quali, molte
volte volontariamente, altremeno, ha trattomotivo per promuovere se
stesso, i suoi vincitori e la satira stessa. Due storie sono emblematiche
in questo senso. Il primo caso che amplificò enormemente la popolarità del
Premio Satira fu la decisione di assegnarlo, nell’estate del 1975, a “Berlinguer
e il professore”. Il libro fu in assoluto il primo romanzo di genere fantapolitico
pubblicato in Italia, ed ebbe un enorme successo, fu tradotto in sei lingue
e superò le 400.000 copie vendute. Dissacrante e nuovo per il panorama
italiano, il libro narrava le vicissitudini che avrebbero portato l’Italia al
Compromesso storico tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, che
allora dominavano la scena politica su fronti opposti. A favorirne il successo
fu che il libro risultava scritto da un Anonimo che, peraltro, appariva molto
ben informato sulla macchina del potere in Italia, e ciò fece scaturire mille
ipotesi sulla vera identità dell’autore, coinvolgendo ministri, politici, scrittori
e belle firme del giornalismo italiano. Insomma un vero caso editoriale
alimentato anche dalla macchina mediatica che così promuoveva il libro.
Figurarsi dunque cosa accadde quando si diffuse la notizia che l’Anonimo
sarebbe venuto al Forte in persona per ritirare il premio (una scultura di Pericle
Fazzini), chiudendo così, all’apice del successo una storia durata tutta l’estate.
Tuttavia, alla Capannina di Franceschi, sede da sempre della premiazione,
per i tanti giornalisti e curiosi accorsi per svelare il giallo di quell’estate del
’75 non ci fu alcuna soddisfazione, perché la casa editrice inviò solo un
proprio rappresentante a ritirare il Premio. L’Anonimo, poi, raddoppiò con
un secondo libro e solamente nel febbraio del 1976 Gianfranco Piazzesi
dichiarò di essere il vero autore dei due libri. Se l’Anonimo di “Berlinguer
e il professore” consacrò la fama del Premio Satira in tutta Italia, fu però
la sfida tra i redattori francesi de
Le Canard enchaîné
e quelli sovietici del
Krokodil
, ad accendere, nel 1979, i riflettori della ribalta internazionale sulla
manifestazione. A orchestrare il tutto da Parigi fu quel genio di Pino Zac,
“premiato alla schiena” come scrisse Saviane, soltanto l’anno prima. I fatti:
per l’esordio internazionale gli organizzatori avevano pensato di mettere a
confronto, sotto il grande tendone da circo che veniva allora issato in piazza
Garibaldi nel mese di settembre, due scuole satiriche. Quella tutta francese
Le Polemiche